IV° Lectio di Quaresima – Il cieco nato

CIECO NATO (Giovanni cap. 9)

La quarta Domenica di Quaresima tradizionalmente è chiamata Domenica “Laetare” e ci parla di gioia a metà del periodo di digiuno e di mortificazione
che sfocerà nella gioia della Pasqua di Risurrezione.
Il cieco dalla nascita è l’unico ad essere nella gioia di vedere la luce e le   bellezze del creato. I suoi genitori provano paura, l’orgoglio sprofonda i farisei nelle tenebre. Quando una mamma partorisce si dice “dà alla luce un figlio”,   del figlio si dice: “ha visto la luce”. Il cieco al quale Gesù apre gli occhi, oltre a ricevere l’illuminazione venendo alla luce nasce di nuovo, è un rinato, un nato di nuovo, un risuscitato.

 Il comportamento di Gesù ci sorprende.


Normalmente Gesù compie un
 miracolo quando qualcuno glielo chiede.
 Qui nessuno chiede la guarigione. Inoltre Gesù guarendo premia la fede. Qui niente di tutto questo.
Il cieco non ha nome, non conosce Gesù, non chiede nulla e non viene a ringraziare Gesù. Evidentemente questa guarigione ha un significato diverso.
Gesù vuole dimostrare che le sue opere vengono da Dio e che lui è “la luce del mondo”.

Gesù non finisce di sorprenderci,  

 
Non lo guarisce direttamente il cieco, procede per tappe.
Con la sua saliva e un po’ di terra crea del fango, Spalma di fango gli occhi del cieco e gli comanda:
“Và a lavarti alla sorgente Chiamata SILOE”.
 Il cieco ubbidisce dimostrando concretamente la sua fede che lo guarisce.
Tutte queste azioni hanno un significato simbolico: La saliva: si riteneva avesse potere curativo, provenendo da Gesù richiama lo Spirito creatore di Dio.
La terra, che la saliva trasforma in fango fa riferimento ad Adamo creato da terra che con la saliva è trasformato in essere vivente.
Con questo fango spalmato sugli occhi del cieco operano il miracolo una volta lavati nella sorgente Siloe.
Il cieco non ritorna a ringraziare il Signore che nel frattempo è sparito ed egli non sa dov’è.  

DISCUSSIONE CON I FARISEI.

I farisei rappresentano l’autorità religiosa e prendono in mano la discussione con il cieco nato. Essi sono prevenuti contro Gesù, del quale non pronunciano mai il nome,
 per loro è solo “questo tale”,  “costui”, “quest’uomo”, e affermano: “Non sappiamo da dove sia”.
Non dimenticano che Gesù ha denunciato la loro ipocrisia e li ha trattati da “sepolcri imbiancati” e “ciechi. guide di ciechi”.
Avendo Gesù operato il miracolo di sabato non può venire da Dio, è un peccatore.
Fanno il processo a Gesù in buona forma, interrogano per tre volte il cieco nato, ma non gli credono. Ricorrono pur e ai genitori i quali per paura rifiutano di pronunciarsi. Gesù non è il Messia ed il cieco sarà cacciato dalla comunità ostinandosi a negare la testimonianza del cieco e l’evidenza, sprofondano nelle tenebre, sono i veri ciechi e la loro colpa rimane. Non c’è peggiore cieco di colui che non vuol vedere.


IL CIECO DALLA NASCITA.

 E’ il protagonista di questo brano del Vangelo. Opera nella sua vita, in pochissimo tempo,  il più straordinario cambiamento fisico e spirituale.
Abbiamo all’inizio un cieco mendicante di cui non si sa niente, neppure il suo nome. Ha la fortuna di essere visto da Gesù. Tutti s’interessano di più al miracolo che crea problema, che lla sua persona. Lui stesso non chiede nulla a Gesù che non conosce.
Però accetta con stupore  che Gesù gli spalmi  gli occhi con il fango di terra e saliva,  ed ubbidisce a Gesù che gli chiede di andare a lavarsi alla sorgente Siloe. Manifesta così la sua fede ed ottiene la guarigione. Questa guarigione avviene a SILOE, e  non alla presenza di Gesù.  Non c’è la gioia che provocano i miracoli di Gesù, rimane la testimonianza del cieco contestata soprattutto dai farisei. Qui si opera un cambiamento. Il cieco, ridotto a mendicare, dimostra  aver acquisito,  durante il lungo periodo di  cecità,  tanta saggezza, al punto che  tiene fronte agli specialisti  Ripete tre volte la sua la sua testimonianza:” L’uomo chiamato Gesà ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: và a Siloe e lavati. Io sono andato e dopo essermi lavato, ho acquistato la vista”. “Se sia un peccatore non lo so; una cosa so:prima ero cieco e ora ci vedo”. “Dio non ascolta i peccatori. Da che mondo è mondo , non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto fare nulla”- E professa con forza e senza paura:
  
“E’ unprofeta”-

LA PERSONA DI  GESU’

Gesù è  evidentemente il personaggio principale.
 1)   Lo vediamo  all’inizio gettare lo sguardo sul questo cieco che stranamente non gli chiede nulla. Gesù prende l’iniziativa affinché si manifestino in lui le opere di Dio e per dimostrare che “finché sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Dice al cieco quello che deve fare per ottenere la guarigione e poi scompare dalla scena,

2)   RIAPPARE alla fine  per manifestarsi al cieco nato.

GESU’  viene a sapere che il cieco appena guarito è stato cacciato dai farisei,  lo va a cercare.

Il cieco
incontra Gesù, vede per la prima volta il suo volto, ma non lo conosce ancora in profondità.

Quando Gesù gli chiede: “Credi tu nel figlio dell’uomo ?” Appena Gesù gli dice: “Tu l’hai visto: colui che parla con te è proprio lui”. senza esitare professa: “ Io Credo, Signore! E  gli si prostra  innalzi  per adorarlo.

Cammino catecumenale

Il percorso di chi dalla cecità ricupera la vista illustra l’itinerario
di chi dalle tenebre è pervenuto alla luce della fede.

1)   Tradizionalmente è stato visto come il cammino catecumenale della  quaresima: i catecumeni per prepararsi al Battesimo,  i battezzati per rinnovare le promesse del Battesimo. Gesù apre anche i nostri occhi affinché lo riconosciamo “Luce del mondo” e diventiamo  anche noi  Luce del mondo. L’acqua della Sorgente SILOE ci ricorda l’acqua del battesimo. 
L’inviato di Dio è Gesù ma anche noi riceviamo una missione da Dio con il nostro Battesimo. L’ acqua lava  il fango dai nostri occhi  per scoprire Gesù: ” luce del mondo”. La Saliva del figlio di Dio mescolata alla terra trasforma il fango del nostro corpo di figli di Adamo in figli di Dio.


            2)   Itinerario battesimale
Similmente la preparazione immediata al battesimo è stata inserita nella liturgia quaresimale e socia nella cerimonia del Battesimo all’interno della Vigilia pasquale: 
Il battesimo è “immergersi”, è la nostra piscina di Siloe. 
La cerimonia della Luce del Cero pasquale ci ricorda cha il battesimo è il passaggio dalle tenebre alla luce. l battesimo è un’ ILLUMINAZIONE ,  il battezzato è un illuminato. 
La risurrezione di Gesù ci ricorda che il battezzato è passato dalla morte alla vita, risorge con Cristo a vita nuova, è un RISORTO (risuscitato), è un rinato a vita nuova. 

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