Si stanno spegnendo le luci del Natale, ma non si spegne la gioia di aver sentito vicino Gesù, che cammina con noi e risponde all’invito pressante che ancora una volta risuona in noi e nella nostra comunità: “Resta con noi Signore perché si fa sera e il giorno già volge al tramonto”.
Non mancano le fatiche, le resistenze, le paure di una comunità che, pur consapevole della sua storia millenaria, deve fare i conti ogni giorno con le sue fragilità, le incertezze, i problemi vecchi e nuovi, i momenti difficili di tante persone e famiglie. Nessuna ombra, però, può oscurare la consapevolezza della presenza del Signore, l’emozione della Parola di Dio riletta alla luce della vicinanza del Signore, la ricchezza della comunione che si crea attorno al pane dell’Eucarestia spezzato nelle nostre celebrazioni. Niente può oscurare il desiderio di condividere questa gioia andando con fiducia incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo.
La Festa di San Valentino rinnova per tutti noi e per la nostra comunità il mistero della Pasqua del Signore che cammina, silenziosamente, accanto a noi, ci aiuta a leggere la nostra vita alla luce delle Scritture, ci rende comunità viva. L’Eucarestia alimenta costantemente il nostro rapporto con Dio e con i fratelli, ci spinge ad essere sempre più accoglienti e aperti verso le persone che incrociamo nel nostro cammino o passano semplicemente davanti alla nostra Chiesa e vi entrano un momento, bussano al vicino Centro di Ascolto della Caritas cittadina, si incontrano, giocano, imparano e lavorano in Patronato, nella Scuola Parrocchiale, nella Colonia Giorgione…
Per questo la nostra Pieve, sorta lungo l’antica strada romana che univa Padova ad Asolo e alla Pedemontana, e ora a due passi dalla Stazione, riscopre la sua vocazione di luogo dell’incontro con il Signore e con gli uomini e le donne del nostro tempo: è il “Tempio” dove custodiamo i segni più forti della presenza del Signore e li offriamo a tutti; è il “Cenacolo”, la “Mensa” dove si rinnovano il dono di Gesù e la sua presenza, dalla quale riprendiamo forza per continuare il cammino dopo i momenti difficili; è la “Casa”della Comunità Cristiana, dove idealmente ci troviamo tra noi, accogliamo tutte le persone che desiderano conoscerci e fare un tratto di strada con noi, e a dove ripartiamo per il nostro impegno quotidiano e per la nostra missione.
“Celebriamo” tutto questo per dare gloria al Signore, per riscoprire le ricchezze che il Signore ha dato alla nostra Comunità, offrire a chi “passa” per le nostre strade un saluto e un gesto di accoglienza: lo facciamo nella semplicità e nella bellezza delle nostre Celebrazioni più partecipate, nel “segno” di un Pranzo di Festa aperto a tutti e organizzato nel luogo più significativo e riconoscibile da tutti, la nostra Chiesa. Vogliamo creare insieme il clima leggero e giocoso che ha sempre caratterizzato la Festa di San Valentino che, senza esitare, ha aperto il suo giardino a bambini e ragazzi. Vogliamo condividere lo stupore e la meraviglia dei Discepoli di Emmaus che, dopo aver riconosciuto Gesù nel pellegrino che avevano invitato a fermarsi con loro, hanno abbandonato ogni cosa per portare a tutti l’annuncio della Risurrezione.
“Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture? Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!”. Lc 24,32-34
Facciamo festa perché sentiamo che Gesù cammina insieme alla nostra Comunità nel momento in cui essa supera le sue incertezze e si fa pronta e accogliente verso tutti: il cuore “arde” quando ascolta la Parola e spezza insieme il pane, testimonianza della gioia provata nell’incontro che l’ha fatta nascere e la custodisce nel tempo.
Buona Festa a tutti.
I sacerdoti, il Consiglio Pastorale parrocchiale, la Comunità della Pieve
