Carissimi,
Il primo sentimento che desideriamo condividere con l’avvicinarsi del Natale, è quello della riconoscenza verso il Signore Gesù che ci ha chiamati alla fede e la alimenta con i suoi doni, i Sacramenti, la Parola di Dio e la Vita comunitaria.
È una grande opportunità quella che il Signore ci offre, un investimento per non perdere la gioia dell’incontro, del camminare insieme, della festa e per condividere anche le scelte, le responsabilità e le fatiche della vita personale e familiare.
Ringraziamo il Signore Gesù che continua a nascere nella nostra comunità, a farsi “prossimo” per noi, nell’Eucarestia e nei Sacramenti, nell’ impegno della catechesi, nell’animazione giovanile, nella formazione permanente degli adulti, nella carità.
Ringraziamolo per i nostri sacerdoti, per tutti i volontari che animano la vita della Comunità. Ringraziamolo per il dono della Collaborazione che sprona e da unità e spessore al lavoro pastorale. Ringraziamolo, soprattutto, per le innumerevoli forme di “prossimità”, di vicinanza che le nostre comunità sanno ancora esprimere.
La scelta di “Curare una conversione alla prossimità”, fatta propria dalle parrocchie della Collaborazione, ci impegna tutti, e ad ogni livello, a “guardare ai poveri con gli occhi della fede” perché passando accanto ai fratelli e alla sorelle bisognosi di aiuto, non ci giriamo dall’altra parte ma ci fermiamo come il Samaritano del Vangelo che “vide e ne ebbe compassione… gli si fece vicino, gli fascio le ferite, versandovi olio e vino, lo portò in un albergo e si prese cura di lui”.
Farsi “prossimo” significa salvaguardare il valore e lo spirito autentico del Natale che rischia di snaturarsi in una festa esteriore o di inaridirsi nella distrazione di chi non crede più al mistero di Dio che si fa “prossimo” nel suo Figlio Gesù.
Fra i molti “segni” di prossimità della nostra comunità ne vogliamo ricordare due che, in modo diverso, ci aiutano a vivere il Natale e il nostro impegno di vicinanza.
Il primo segno lo possiamo scorgere nel nuovo Altare che il Vescovo Gianfranco Gardin ha “consacrato” Domenica 12 giugno con una intensa Celebrazione a cui dedicheremo presto una piccola mostra fotografica. L’Altare della celebrazione, nella semplicità del materiale e delle linee ci ricorda che Gesù Cristo, fatto uomo, crocifisso e risorto, è la “pietra viva” su cui si fonda la nostra comunità. Nel Cristo, il Padre continua a prendersi cura di tutti noi e da Lui partiamo per prenderci cura dei nostri fratelli, in famiglia, nella comunità, nella nostra città e nel mondo.
L’altro segno è il Patronato Pio X, idealmente collocato al “confine” della nostra Parrocchia con la città. Da sempre è testimone di accoglienza, apertura, volontà di dialogo e di impegno per i fratelli. In questi mesi si sta compiendo il passaggio delle responsabilità fra il gruppo di volontari del NOI, che lo ha gestito e animato negli ultimi dieci anni, rimettendolo al centro della vita della Parrocchia e della Collaborazione e il nuovo gruppo che ne ha preso il testimone e si propone di ampliare la proposta coinvolgendo sempre più i destinatari, dai genitori, ai tanti formatori, ai giovani stessi. L’intento è quello di far vivere il Patronato sempre di più come luogo dove esprimere creatività e voglia di stare insieme. A tutti la nostra gratitudine e riconoscenza.
Partendo da questi due “segni” di vicinanza e di comunione, vogliamo condividere l’Augurio che nel Natale che stiamo vivendo e nel Nuovo anno che si apre, impariamo da Gesù ad essere uniti tra di noi, vicini ai fratelli e sempre più impegnati a testimoniare “lieta notizia” dell’amore nella nostra città.
Buon Natale e Felice Anno nuovo.
don Paolo, don Davide, i Sacerdoti e la Comunità parrocchiale della Pieve

